Questa è una di quelle escursioni in cui ho esagerato.
Lo dico subito, perché 23,70 km e 1.769 metri di dislivello positivo non sono pochi, soprattutto su un percorso che alterna lunghi tratti di salita, discese, ghiacciaio e diverse cime oltre i 3.000 metri.
Il giro del Ghiacciaio del Careser, con la salita alla Cima Rossa di Saènt e il passaggio da Cima Mezzena, Cima Careser e Cima Campisol, è una di quelle escursioni che mi sono rimaste impresse per la varietà del percorso e per i panorami.
Sono partita dalla Val di Peio, lasciando l’auto nei pressi della centrale elettrica di Malga Mare. Questa scelta ha allungato parecchio l’itinerario: partendo dalla Val di Rabbi il giro sarebbe probabilmente risultato meno impegnativo. In estate, però, preferisco evitare la salita verso il Rifugio Dorigoni quando c’è molta gente. Così ho scelto il versante di Peio, sapendo già che la giornata sarebbe stata lunga.
L’obiettivo principale era tornare sulla Cima Rossa di Saènt, che l’anno precedente non ero riuscita a raggiungere a causa del maltempo. Alla fine, però, quella cima sarebbe diventata solo una parte di un giro molto più lungo.
Scheda tecnica dell’escursione al Ghiacciaio del Careser
Data dell’escursione: 5 settembre 2020
Gruppo montuoso: Ortles-Cevedale
Partenza: Malga Mare, Val di Peio
Orario: 6:15–17:30
Distanza: 23,70 km
Dislivello positivo: 1.769 m
Tempo in movimento: 8 h 25 min
Difficoltà: itinerario per escursionisti esperti, con attraversamento del ghiacciaio, tratti fuori sentiero e percorso in cresta
Cime raggiunte: Cima Mezzena (3.172 m) – Cima Rossa di Saènt (3.347 m) – Cima Careser (3.185 m) – Cima Campisol (3.158 m)
Punti principali: Lago del Careser – Ghiacciaio del Careser – Bocca di Saènt Sud – Cima Mezzena – Cima Rossa di Saènt – Cima Careser – Cima Campisol
Sentieri: n. 123 – n. 104A, poi tratti fuori sentiero/in cresta
Itinerario: andata e ritorno da Malga Mare; dalla Bocca di Saènt Sud salita prima verso Cima Rossa di Saènt, quindi verso Cima Careser e Cima Campisol.
Da Malga Mare al Lago del Careser
Alle 6:15 ho lasciato l’auto nel parcheggio nei pressi della centrale elettrica di Malga Mare e imboccato il sentiero n. 123 in direzione del Lago del Careser.
La salita fino al lago mi ha richiesto circa un’ora e mezza. Sono arrivata quindi intorno alle 7:45 e ho continuato ancora sul sentiero 123 fino al bivio per il Lago Nero. Poco dopo ho imboccato il sentiero n. 104A, che costeggia il Lago del Careser sulla sua destra orografica.


Dal Lago del Careser al Ghiacciaio
Superato il lago, ho proseguito su un percorso sassoso, continuando a guadagnare quota. A un certo punto ho lasciato sulla sinistra il sentiero n. 104, che conduce alla Bocchetta di Lago Lungo e alle Pozze, e ho continuato invece sul pendio che sale verso il Ghiacciaio del Careser.


Ho raggiunto le pendici del ghiacciaio dopo circa 3 ore e 15 minuti dalla partenza.



Attraversare il Ghiacciaio del Careser
Personalmente, penso che trovarsi su un ghiacciaio sia sempre una bella emozione, ma devo ammettere che ormai di questo povero Careser è rimasto gran poco, purtroppo. Persone della Val di Rabbi mi avevano detto che anni fa era tutta un’altra cosa. Io stessa mi sono accorta di una sua riduzione già rispetto al 2019… che peccato! In ogni caso, attraversarlo richiede abbastanza attenzione.





Dalla Bocca di Saènt Sud alla Cima Rossa di Saènt
Una volta raggiunta la Bocca di Saènt Sud, a 3.121 metri, sul versante della Val di Rabbi, la mia idea era ritentare la salita a una cima che l’anno precedente non ero riuscita a raggiungere a causa del maltempo: la Cima Rossa di Saènt, 3.347 metri.
Guardando il ghiacciaio, mi sono quindi diretta verso destra, passando prima dalla Cima Mezzena, a 3.172 metri.



Fino a qui tutto tranquillo. Non esiste un vero sentiero, ma ci sono i soliti ometti sparsi qua e là a indicare la direzione. Nel complesso il percorso è fattibile; c’è solo un piccolo salto che, con i cani, mi ha creato un po’ d’ansia, anche perché ho dovuto prenderli e portarli dall’altro lato io, con il vuoto sotto…

Però ragazzi… ne è valsa la pena eccome! La vista da questa cima è strepitosa: Val Martello, Val di Rabbi, Val di Peio, il Monte Cevedale, Cima Sternai… per me è stata una gran bella soddisfazione!



Da Cima Rossa di Saènt a Cima Careser e Cima Campisol
Mi sarebbe piaciuto scendere dall’altro lato, verso Punta Martello, perché avevo letto che era possibile seguire un percorso alternativo, ma in quel momento non me la sono sentita. Sono quindi ritornata sui miei passi fino alla Bocca di Saènt Sud, ma non ero ancora completamente soddisfatta.
Così, invece di attraversare nuovamente il ghiacciaio, ho proseguito lungo la cresta, passando da Cima Careser, 3.185 metri, fino a raggiungere Cima Campisol, 3.158 metri, verso le 13.



La discesa verso Malga Mare
Alle 14:20 ho fatto ritorno alla Bocca di Saènt Sud e ho iniziato la discesa verso la Val di Peio. Lungo il percorso mi sono fermata a fare qualche foto presso un piccolo laghetto proprio sotto il ghiacciaio.

Sono arrivata alla macchina alle 17:30, dopo più di undici ore dalla partenza.
A chi consiglio l’escursione al Ghiacciaio del Careser
È un giro spettacolare, con panorami da mozzare il fiato, ma è anche un’escursione molto impegnativa dal punto di vista fisico. I 23,70 km, i 1.769 metri di dislivello e i continui saliscendi, soprattutto nella parte alta, alla lunga si fanno sentire.
Il percorso comprende inoltre l’attraversamento del Ghiacciaio del Careser, tratti fuori sentiero e diversi passaggi in cresta, quindi richiede esperienza in ambiente di alta montagna e una valutazione attenta delle condizioni del terreno e del ghiacciaio.
Nel mio caso, nel settembre 2020, non ho incontrato particolari difficoltà tecniche, ma questo non significa che le condizioni siano sempre le stesse.
La parte che ricordo più pesante? La discesa dal Lago del Careser a Malga Mare. A tratti non ce la facevo davvero più: ero esausta e mi sembrava che non finisse mai.
Però la rifarei domani.