Il Monte Luco (Laugenspitze), 2.434 m, può essere raggiunto da diversi versanti e con itinerari molto diversi tra loro. Questa volta sono partita da Perlkraling, lungo la strada che dal Passo Palade scende verso Tesimo, passando per la Gfrillner Laugenalm e il Lago del Luco (Laugensee).
Avevo già raggiunto il Monte Luco da altri versanti e, anche dopo aver provato questo itinerario, continuo a preferire nettamente la salita dal Passo Castrin, che trovo molto più panoramica, piacevole e rilassante.
Da Perlkraling si guadagna quota molto velocemente: prima lungo una forestale estremamente ripida, poi attraverso il bosco e una conca pietrosa fino al Lago del Luco. Dal lago si affronta infine il tratto più impegnativo verso la cima, con alcuni passaggi ripidi ed esposti attrezzati con gradoni e corde.
Per il ritorno ho scelto di non scendere direttamente al lago, ma di proseguire sul sentiero 8A e poi sul 133, allungando il percorso e rendendo almeno la discesa più aperta e panoramica.
Scheda tecnica dell’escursione al Monte Luco da Perlkraling
Escursione effettuata: 10 agosto 2026
Localizzazione: Catena delle Maddalene, versante altoatesino
Partenza e arrivo: Perlkraling, circa 1.406 m
Quota massima: Monte Luco (Laugenspitze), 2.434 m
Distanza: 12 km
Dislivello positivo: circa 1.030 m
Tempo totale: 5 h 05 min, soste comprese
Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti, soprattutto per il tratto tra il Lago del Luco e la cima, ripido, esposto e attrezzato con corde e gradoni
Itinerario: parzialmente ad anello
Sentieri: 10A, 10, 8A, 133
Punto acqua: fontana alla Gfrillner Laugenalm
Da Perlkraling alla Gfrillner Laugenalm
Sono partita alle 8:30 dal piccolo parcheggio di Perlkraling.

Dopo un brevissimo tratto iniziale, ho imboccato il sentiero 10A, che segue una strada forestale in direzione della Gfrillner Laugenalm.
Definirla ripida è quasi riduttivo.
In circa un chilometro e mezzo si guadagnano più di 400 metri di quota e in alcuni punti il fondo presenta addirittura dei tratti antiscivolo. Non ci sono difficoltà tecniche, ma la pendenza si sente eccome e praticamente non concede tregua.

Dopo circa 50 minuti sono arrivata alla Gfrillner Laugenalm, 1.838 m.


Qui si trova anche una fontana, che è stato l’unico punto acqua incontrato durante tutto il percorso.
Dalla Gfrillner Laugenalm al Lago del Luco
Dalla malga si prosegue sul sentiero n. 10 in direzione del Laugensee e del Laugen.


Il percorso continua a salire, inizialmente nel bosco. Poco alla volta gli alberi si diradano e il terreno diventa sempre più sassoso, fino a entrare in una grande conca rocciosa tra il Monte Luco Grande e il Monte Luco Piccolo.


Da qui il sentiero risale tra massi e pietraie fino al Lago del Luco (Laugensee), 2.182 m.
Sono arrivata alle 10:15.

Era lunedì mattina.
E sembrava il Lago di Garda.

Gente seduta tutt’intorno, persone sdraiate, qualcuno già senza maglietta: non esattamente l’immagine di solitudine alpina che uno si aspetterebbe dopo quasi due ore di salita.
Il Lago del Luco è indubbiamente bellissimo, ma in estate è anche una meta estremamente frequentata.
Sono ripartita alle 10:20.
Cinque minuti mi erano bastati.
Dal Lago del Luco alla cima del Monte Luco
Dal lago la cima sembra ormai vicinissima e, in effetti, lo è. Ma i circa 250 metri di dislivello che rimangono sono anche il tratto più impegnativo dell’intera salita.


Il sentiero sale inizialmente su terreno aperto e sassoso, poi diventa progressivamente più ripido e roccioso.
Nella parte finale si incontrano gradoni realizzati con tronchi, scalinate molto ripide e corde fisse, utilizzabili come corrimano nei punti più esposti.


Non è una via ferrata, ma non è nemmeno un tratto da affrontare con leggerezza. In alcuni punti l’esposizione si percepisce chiaramente e serve un passo sicuro.

Anche con un cane valuterei bene questo pezzo: Bruno è abituato a muoversi su terreno roccioso e non ha avuto problemi, ma non lo considererei automaticamente adatto a qualsiasi cane.

Alle 10:55, appena 35 minuti dopo aver lasciato il lago, siamo arrivati sulla cima del Monte Luco, 2.434 m.

E lì, finalmente, non c’era nessuno.
Grazie al cielo sulle cime ancora non ci arrivano tutti.
Salvo elicotteri…
La cima del Monte Luco e una storia del 1552
Poco prima della cima si incontra una scultura che ricorda una storia molto particolare legata al Monte Luco.


Il 24 agosto 1552 Regina von Brandis e sua figlia Katharina Botsch raggiunsero la vetta insieme a Jakob von Boymont zu Payrsberg. Quella salita è indicata come la prima ascensione femminile documentata nelle Alpi.
Una storia che rende questa cima ancora più interessante.
E dopo il Lago di Garda trovato poco più sotto, avere la vetta tutta per noi non mi è dispiaciuto affatto.
Dal Monte Luco al Lago del Luco passando per l’8A e il 133
Era ancora presto e non avevo nessuna fretta di tornare indietro.
Invece di scendere direttamente al lago lungo il sentiero utilizzato in salita, ho quindi deciso di proseguire sul sentiero 8A.

È stata una buona scelta.
Il percorso segue la parte alta della montagna, è molto più aperto e panoramico e, soprattutto, dopo la quantità di persone incontrate al lago, qui non ho praticamente trovato nessuno.

Dopo aver percorso l’8A ho raggiunto il bivio con il sentiero 133, che ho imboccato per tornare verso il Lago del Luco.





Alle 12:15 ero nuovamente al lago.
Dal Lago del Luco a Perlkraling
Dal lago ho ripreso il sentiero 10 percorso durante la salita e sono ridiscesa attraverso la conca sassosa e poi nel bosco.
Alle 13:00 ero nuovamente alla Gfrillner Laugenalm.
Da qui rimaneva l’ultimo tratto sul 10A.
La stessa strada forestale che al mattino avevo trovato durissima in salita non diventa esattamente piacevole scendendo: con quella pendenza e quel fondo, le gambe continuano a lavorare anche quando ormai sembra che l’escursione sia praticamente finita.
Alle 13:35 ero di nuovo alla macchina.
In totale, 12 chilometri e 5 ore e 5 minuti, soste comprese.
A chi consiglio questa escursione
Devo essere sincera: tra i diversi itinerari che ho percorso per salire al Monte Luco, questo è quello che mi è piaciuto meno.
Non ho apprezzato particolarmente la ripidissima forestale iniziale, né il tratto nel bosco, né la successiva salita attraverso la conca pietrosa. Continuo quindi a preferire nettamente l’itinerario dal Passo Castrin, che trovo molto più bello, panoramico e piacevole da percorrere.
Questa rimane comunque una possibilità per chi vuole raggiungere il Monte Luco da questo versante, passando per la Gfrillner Laugenalm e il Lago del Luco. Bisogna però mettere in conto una salita sostenuta fin dall’inizio e, tra il lago e la cima, alcuni passaggi ripidi ed esposti.
Un discorso a parte merita il Lago del Luco, che nei mesi centrali dell’estate diventa estremamente frequentato. Se volete godervelo con un po’ più di tranquillità, io sceglierei giugno oppure settembre, evitando se possibile luglio e agosto.
E, indipendentemente dal periodo, partirei sempre e comunque molto presto.
Io alle 10:15 di un lunedì di agosto ho trovato persone sistemate tutt’intorno al lago, qualcuno già senza maglietta.
Il mio commento nel video dice praticamente tutto:
«Sembra di essere al Lago di Garda.»
Per fortuna, salendo ancora, la situazione cambia.
Grazie al cielo sulle cime ancora non ci arrivano tutti. Salvo elicotteri…