Il Monte Luco (Laugenspitze) , 2.434 m, è una delle cime più conosciute della Catena delle Maddalene e può essere raggiunto da diversi versanti. Questo itinerario parte dal Passo Castrin e permette di trasformare la classica salita alla cima in un anello molto più completo.
Dopo aver percorso il sentiero Aldo Bonacossa e raggiunto il Monte Luco, il giro prosegue verso il Lago del Luco (Laugensee) e il Monte Luco Piccolo (Kleiner Laugen), per poi rientrare passando da Malga Pradont e Prieda del Gial.
Con quasi 16 km e 1.000 metri di dislivello positivo, è un’escursione lunga ma molto varia, che attraversa alcuni degli ambienti che preferisco della Catena delle Maddalene.
Scheda tecnica
Escursione effettuata: 6 giugno 2021
Cima principale: Monte Luco / Laugenspitze, 2.434 m
Gruppo montuoso: Catena delle Maddalene
Partenza: Passo Castrin
Lunghezza: 15,90 km
Dislivello positivo: 997 m
Tempo in movimento: 5 h 59 min
Partenza: poco dopo le 6:00
Monte Luco: circa 8:10
Difficoltà:
Segnavia: 133, 8A, 10, 9, 10A, 158, 3
Punti principali: Malga Castrin – Laugen Jöchl – Monte Luco – Lago del Luco – Monte Luco Piccolo – Malga Pradont – Prieda del Gial
Itinerario: ad anello
Da Passo Castrin al Monte Luco
Ho parcheggiato dopo il primo tunnel del Passo Castrin, arrivando dalla Val di Non, e mi sono incamminata pochi minuti dopo le 6.
Nel giro di circa 20 minuti ho raggiunto Malga Castrin, da dove ho imboccato il famoso sentiero n. 133 Aldo Bonacossa.
Avevo percorso questo stesso tratto esattamente un anno prima e lo ricordavo perfettamente, tanto mi era piaciuto.


Alle 7:20 sono arrivata al Laugen Jöchl e, poco dopo, ho iniziato la salita verso la cresta sul sentiero 8A, che ho raggiunto in circa 45 minuti.






Da qui, nel punto in cui il sentiero 8A incrocia il 10A, in meno di dieci minuti si raggiunge la croce di vetta del Monte Luco, 2.434 m.
L’anno precedente non avevo conservato un gran ricordo della cima. Avevo trovato talmente tanta gente da non essere riuscita nemmeno a fare una foto decente.
Questa volta, invece, sono arrivata alle 8:10 e non ho trovato nessuno.
La mia opinione è cambiata radicalmente: la vista dalla cima è spettacolare.




Dal Monte Luco al Lago del Luco
L’anno precedente, proprio a causa dell’affollamento, ero tornata sui miei passi lungo l’8A. Questa volta, invece, ho deciso di proseguire sul sentiero n. 10, in direzione della Malga Monte Luco (Laugenalm).
Prima di un’escursione mi documento sempre: consulto le pagine ufficiali delle varie valli, le cartine e spesso anche altri blog. Quello che a volte mi infastidisce è il modo quasi allarmistico con cui vengono descritti alcuni percorsi.
Il sentiero 10, almeno per la mia esperienza, è stato uno di questi casi.
Il tratto immediatamente sotto la cima è molto ripido e sassoso, con parecchi gradoni, ma non l’ho trovato particolarmente difficile. Anzi, mi è piaciuto proprio perché diverso dal solito.



Terminato questo tratto, ho imboccato il sentiero sulla sinistra fino a raggiungere il Lago del Luco, ancora parzialmente ghiacciato.



Dal Lago del Luco al Monte Luco Piccolo
Raggiunto il lato opposto del lago si incontra la segnaletica per il sentiero n. 9.
All’epoca sulla Tabacco online il percorso compariva soltanto come traccia, ma sul posto c’era un vero e proprio sentiero segnalato che, in circa dieci minuti, conduce al Kleiner Laugen, il Monte Luco Piccolo, 2.297 m.
Nonostante i suoi 137 metri in meno rispetto al Monte Luco, anche da qui il panorama è davvero notevole.



Dal Monte Luco Piccolo a Malga Pradont
Verso le 10 sono scesa, ho oltrepassato nuovamente il lago e sono tornata all’incrocio, dove ho ripreso il sentiero 133.
Dopo poco meno di 40 minuti l’ho abbandonato per imboccare il 10A in direzione della Malga Monte Luco.
Anche in questo caso, la Tabacco online non lo segna, ma dopo circa dieci minuti di discesa si incontra sulla destra il sentiero n. 158, che conduce a Malga Pradont, 1.905 m.





Da Malga Pradont al Passo Castrin
Da Malga Pradont si prosegue lungo una strada forestale in direzione di Pradont di Sotto.
Poco dopo si abbandona la forestale per imboccare il sentiero n. 3.
È un sentiero piuttosto rudimentale e, quando l’ho percorso io, era in diversi punti interrotto da alberi caduti. In circa mezz’ora conduce alla Prieda del Gial, 1.680 m.
Da qui si riprende una strada sterrata e, in altri 30 minuti circa, si ritorna al parcheggio del Passo Castrin.



A chi consiglio questa escursione
Questo anello mi è piaciuto moltissimo, soprattutto per la varietà del percorso: due cime, il Lago del Luco, malghe, boschi e lunghi tratti panoramici.
Ma il pezzo che continuo a ricordare più volentieri è il sentiero Aldo Bonacossa, che per me rimane davvero un Signor Sentiero.
Il Monte Luco è invece una cima molto frequentata, soprattutto durante la stagione estiva. Se amate la tranquillità, il consiglio è di partire presto.
Per esperienza personale, inoltre, ho sempre trovato la partenza dal Passo Castrin meno gettonata rispetto agli accessi dal versante del Passo Palade.
E, se avete tempo e gambe, non fermatevi alla cima principale: proseguire verso il Lago del Luco e il Monte Luco Piccolo rende il giro molto più completo.