La Cima Durmont, sopra il Passo Daone, non raggiunge quote particolarmente elevate, ma regala un panorama sorprendentemente ampio sulla Val Rendena, sulle Dolomiti di Brenta e sul gruppo dell’Adamello-Presanella.
L’itinerario che ho percorso non si limita alla salita alla cima: dalla Durmont prosegue lungo la cresta verso il Passo Campiol, raggiunge il Monte Cargadur e scende poi al Passo delle Malghette, chiudendo un anello di quasi 12 chilometri.
È però un’escursione che, almeno per me, ha due volti molto diversi. La salita alla Cima Durmont e il tratto di cresta successivo sono decisamente la parte più bella, aperta e panoramica; più avanti il percorso cambia carattere e si sviluppa soprattutto tra boschi e continui saliscendi.
Scheda tecnica
Escursione effettuata: 30 maggio 2021
Localizzazione: Val Rendena, Dolomiti di Brenta
Partenza e arrivo: Passo Daone, 1.300 m
Quota massima: Monte Cargadur, 1.871 m
Distanza: 11,96 km
Dislivello positivo: 855 m
Durata complessiva: circa 4 ore e 30 minuti, di cui 3:45:08 in movimento
Itinerario: Passo Daone → Dotor → Pramarciù → Stavel → Cima Durmont → Passo Campiol → Monte Cargadur → Passo delle Malghette → Pramarciù → Passo Daone
Sentieri principali: 356, 350, 356A
Difficoltà: E – percorso privo di particolari difficoltà tecniche, ma con diversi saliscendi e circa 850 metri di dislivello positivo.
Raggiungo in auto il Passo Daone, a 1.300 metri, e alle 6:30 inizio la mia escursione.
Mi incammino nel bosco seguendo il sentiero 356. Le indicazioni lungo questa prima parte del percorso non mancano e passo, nell’ordine, per Dotor, a 1.395 metri, Pramarciù, a 1.405 metri, e Stavel, a 1.476 metri.






Da Stavel il sentiero comincia a diventare un po’ più ripido e, dopo circa un quarto d’ora, finalmente esco dal bosco.
Il panorama cambia immediatamente e, nonostante mi trovi ancora parecchio sotto la cima, promette già molto bene.

Cima Durmont
In circa un’ora dalla partenza raggiungo la Cima Durmont, a 1.837 metri.

Avevo letto che da qui il panorama fosse particolarmente bello e posso solo confermarlo. La vista spazia sulle Dolomiti di Brenta, sulle cime dell’Adamello, sul Carè Alto e sulle vallate sottostanti.
Per essere una cima relativamente bassa, il panorama è davvero notevole.
E questa, insieme al tratto che percorrerò subito dopo, rimarrà senza dubbio la parte più bella dell’intera escursione.



Da Cima Durmont al Passo Campiol
Dalla cima continuo sul sentiero 356 in direzione del Passo Campiol.
All’inizio il percorso segue la cresta ed è proprio questo uno dei tratti che apprezzo maggiormente: si continua a camminare in ambiente aperto, con il panorama ancora ben visibile.
Poi il sentiero comincia a perdere quota e rientra nel bosco fino a raggiungere il Passo Campiol, a 1.671 metri.
Da Cima Durmont impiego circa un quarto d’ora.

Monte Cargadur
Dal Passo Campiol ricomincio a salire seguendo le indicazioni verso il Monte Cargadur, che con i suoi 1.871 metri rappresenta anche il punto più alto dell’itinerario.
Qui le indicazioni diventano decisamente meno evidenti.
Devo essere sincera: se non avessi avuto la cartografia Tabacco sul telefono con la posizione GPS, probabilmente non mi sarei nemmeno resa conto di essere arrivata sul Monte Cargadur, perché non trovo alcun cartello che segnali chiaramente la cima.
Dal Passo Campiol servono indicativamente 35-40 minuti.
Passo delle Malghette
Dal Monte Cargadur riprendo a scendere e alle 9:30 raggiungo il Passo delle Malghette, a 1.723 metri.

Da qui imbocco inizialmente il sentiero 350 e poco dopo il 356A, che mi riporta verso Pramarciù.
Esiste anche la possibilità di accorciare l’anello utilizzando il 356B, che collega al Passo Campiol, per poi rientrare ripercorrendo parte del sentiero dell’andata e passando nuovamente dalla zona di Cima Durmont.
Io, invece, proseguo sul percorso programmato.
Ed è proprio da qui che, per me, l’escursione perde gran parte del suo interesse.
Dopo la Cima Durmont e il bel tratto di cresta, il percorso diventa infatti un continuo saliscendi prevalentemente all’interno del bosco. In particolare, il tratto dal Passo delle Malghette a Pramarciù l’ho trovato piuttosto noioso: è semplicemente un tipo di ambiente che mi piace meno rispetto agli spazi aperti e ai percorsi in quota.
Raggiungo nuovamente Pramarciù e continuo fino al Passo Daone, dove arrivo intorno alle 11, dopo circa quattro ore e mezza dalla partenza.
Quando ho studiato l’itinerario avevo trovato indicazioni che parlavano di circa cinque ore e mezza di percorrenza. Per questo sono rimasta piuttosto delusa quando mi sono ritrovata alla macchina così presto: mi aspettavo un’escursione più lunga e, soprattutto, con una maggiore parte del percorso in ambiente aperto.
A chi consiglio questo percorso
La Cima Durmont merita sicuramente, così come il tratto di cresta immediatamente successivo verso il Passo Campiol. Per me sono senza dubbio le parti più belle dell’intero itinerario.
Consiglierei questo anello soprattutto a chi ama camminare nei boschi, non ha bisogno di trascorrere molte ore in quota e cerca un percorso senza particolari difficoltà tecniche.
Lo consiglierei invece meno a chi, come me, preferisce gli spazi aperti, le creste e i panorami continui: dopo la Cima Durmont il carattere dell’escursione cambia parecchio e buona parte del percorso prosegue tra boschi e frequenti saliscendi.
Dal punto di vista fisico non è comunque una passeggiata: quasi 12 chilometri e 855 metri di dislivello positivo richiedono un minimo di allenamento, quindi eviterei di definirlo semplicemente “adatto a tutti”.
Per la quota relativamente bassa lo vedo soprattutto come un itinerario da mezza stagione. In piena estate lo sconsiglierei: nei tratti più bassi e chiusi nel bosco il caldo può diventare davvero pesante.