Anello Predaia – Corno di Tres – Testa Nera – Monte Roen – Malghe di Coredo

Un lungo anello sull’altopiano della Predaia e lungo la dorsale che separa la Val di Non dalla Val d’Adige, passando per il Corno di Tres, Cima Testa Nera e il Monte Roen.

È un itinerario di oltre 25 chilometri, molto panoramico e privo di particolari difficoltà tecniche, ma da non sottovalutare per lunghezza e dislivello. Gran parte del percorso segue la cresta sul sentiero 500, con viste continue sui due versanti; il rientro avviene invece dalla Bocca di Val Calana verso le Malghe di Coredo Vecchia e Nuova.

L’ho percorso a fine novembre, con neve presente in diversi tratti ma condizioni complessivamente buone.

Scheda tecnica

Escursione effettuata: 22 novembre 2020
Localizzazione: altopiano della Predaia e Costiera della Mendola, tra Val di Non e Val d’Adige
Partenza e arrivo: parcheggio presso il Rifugio Predaia Ai Todes’ci
Quota massima: Monte Roen, 2.116 m
Distanza: 25,17 km
Dislivello positivo: 1.294 m
Durata complessiva: circa 8 ore
Itinerario: Rifugio Predaia Ai Todes’ci → Malga Rodeza → Corno di Tres → Passo Predaia → Capitello di Santa Barbara → Baita Kuhleger → Coste Belle → Passo di Coredo → Bocca di Val Calana → Cima Testa Nera → Monte Roen → Bocca di Val Calana → Malga di Coredo Vecchia → Malga di Coredo Nuova → Rifugio Predaia Ai Todes’ci
Sentieri principali: 503, 500, 501
Difficoltà: E; itinerario lungo, da affrontare con buon allenamento

Dal Rifugio Predaia al Corno di Tres

Ho parcheggiato l’auto nel parcheggio vicino al Rifugio Predaia Ai Todes’ci. Alle 7:23 ho imboccato il sentiero 503 in direzione della Malga Rodeza, o Malga di Tres, dove sono arrivata circa mezz’ora più tardi.

Dalla malga ho proseguito sempre sul 503, che per buona parte segue una stradina e solo verso la fine diventa sentiero. Alle 8:30 sono arrivata al Corno di Tres, 1.812 m.

La vista da qui è una meraviglia e, grazie alla rosa dei venti presente sulla cima, si possono facilmente riconoscere molte delle montagne che ci circondano.

Dal Corno di Tres a Cima Testa Nera

Ho poi preso il sentiero 500, il Sentiero Italia, che in questo tratto segue la dorsale tra la Val di Non e la Val d’Adige. È un continuo saliscendi, ma con un panorama che rimane aperto per gran parte del percorso.

Si raggiungono il Passo Predaia, 1.639 m, il capitello di Santa Barbara, la Baita Kuhleger, Coste Belle e il Passo di Coredo, fino ad arrivare alla Bocca di Val Calana, 1.844 m.

Dalla Bocca di Val Calana il sentiero si fa più ripido e, in meno di quindici minuti, ho raggiunto Cima Testa Nera, o Schwarzer Kopf, 2.030 m, chiamata anche Grande Cerva.

La cima si trova sopra Termeno sulla Strada del Vino e la vista sulla Bassa Atesina e sul Lago di Caldaro è spettacolare. La grande croce è posizionata una cinquantina di metri più in basso rispetto alla vera cima, in modo da essere visibile anche dalla Val d’Adige.

Da Cima Testa Nera al Monte Roen

Da Testa Nera ho proseguito sempre sul sentiero 500 verso il Monte Roen. Questo tratto, caratterizzato da sassi e pini mughi, mi ha ricordato molto il Monte Carega.

Ho raggiunto il Monte Roen, 2.116 m, alle 12:10, circa quaranta minuti dopo aver lasciato Testa Nera.

Qui mi sono fermata molto poco. Il Roen è una meta molto frequentata in qualsiasi stagione e quella domenica non faceva eccezione. Ci sono tornata la mattina successiva, di lunedì, salendo dalla Malga di Romeno.

Rientro dal Monte Roen attraverso le Malghe di Coredo

Per il rientro ho ripercorso a ritroso il sentiero 500 fino alla Bocca di Val Calana e da qui ho imboccato il sentiero 501 in direzione della Malga di Coredo Vecchia, 1.624 m.

Sia per la pendenza sia per il fondo sassoso, è una discesa che mette parecchio alla prova le ginocchia. Fortunatamente il tratto è breve e in circa venti minuti sono arrivata alla malga.

Malga di Coredo Vecchia lungo il sentiero 501
Malga di Coredo Vecchia

Da Malga di Coredo Vecchia ho continuato lungo una forestale quasi interamente all’ombra e, in poco meno di un’ora, ho raggiunto la Malga di Coredo Nuova, 1.579 m. È il tratto che ho trovato meno interessante dell’itinerario. Lato positivo, almeno per me: dalla Bocca di Val Calana fino alla Malga Nuova non ho incontrato anima viva.

Malga di Coredo Nuova con neve lungo il percorso di rientro
Malga di Coredo Nuova

Da qui, il sentiero nr. 501 diventa una strada secondaria, che si ricollega al 503 poco prima di arrivare al Rifugio Predaia Ai Todes’ci. Sono salita in macchina di corsa (viste le centinaia di persone e macchine) alle 15:25.

Rifugio Predaia Ai Todes’ci sull’altopiano della Predaia
Rifugio Predaia Ai Todes’ci

Bello, bello, bello! Fatelo! Il sentiero è uno spettacolo, ben segnato, molto soleggiato e offre un panorama da mozzare il fiato. Lo vorrei rifare un giorno infrasettimanale, all’inizio dell’estate.

Devo però, ad onor del vero, segnalare due aspetti negativi.

Il primo riguarda i tempi di percorrenza indicati sui cartelli: mi davano 3 ore e 10 minuti per arrivare al Monte Roen e, dopo mezz’ora di cammino, indicavano ancora… 3 ore e 10 minuti.

Il secondo, molto più importante, riguarda l’acqua: non ne ho trovata fino alla Malga di Coredo Vecchia. Io avevo finito la mia e avevo ancora una mela, che un po’ la sete la toglie, ma non avevo pensato a portarne abbastanza per Nano e Bruno. Per fortuna lungo il percorso abbiamo trovato neve e ne abbiamo approfittato tutti e tre.

A chi consiglio

Consiglio questo anello a chi ama le escursioni lunghe e panoramiche e ha un buon allenamento per affrontare oltre 25 chilometri e quasi 1.300 metri di dislivello. Non presenta particolari difficoltà tecniche, ma richiede tempo e gambe.

Una opinione su "Anello Predaia – Corno di Tres – Testa Nera – Monte Roen – Malghe di Coredo"

Lascia un commento

Scopri di più da La montagna di Charlye

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere