I Laghi Sternai e il Passo Saènt sono due luoghi che conosco bene e che avevo raggiunto l’ultima volta nel 2019, in due escursioni separate. Il 18 settembre 2021 parto dal Coler con un altro progetto in testa, ma un cambio di programma mi porta a unire quelle due escursioni in un unico lungo itinerario.
Salgo verso le Cascate di Saènt e il Rifugio Dorigoni, quindi proseguo tra i Laghi Sternai fino ai 2.965 metri del Passo Saènt, uno dei passi più impegnativi che abbia mai percorso. Per il rientro scelgo invece la variante alta che passa dal Bait Campisol. Ne esce un giro di quasi 22 chilometri e 1.775 metri di dislivello, lungo ma bellissimo, nel cuore dell’alta Val di Rabbi.
Scheda tecnica
Escursione effettuata: 18 settembre 2021
Localizzazione: Val di Rabbi, Parco Nazionale dello Stelvio, Gruppo Ortles-Cevedale
Partenza e arrivo: Parcheggio Fontanin al Còler, circa 1.380 m
Quota massima: Passo Saènt, 2.965 m
Distanza: 21,70 km
Dislivello positivo: 1.775 m
Durata complessiva: 9 h 54 min
Itinerario: Parcheggio del Còler – Malga Stablasolo – Cascate Alte di Saènt – Rifugio Dorigoni – Laghi Sternai – Passo Saènt – Rifugio Dorigoni – Bait Campisol – Dos de la Cros – Parcheggio del Còler
Sentieri principali: 106, percorso dei Laghi Sternai, 101, 128
Difficoltà: EE – Escursionisti Esperti. Itinerario molto lungo e con dislivello importante. La salita finale al Passo Saènt è ripida e nell’ultimo tratto richiede anche l’uso delle mani. Durante questa escursione ho inoltre percorso alcuni tratti fuori sentiero tra i Laghi Sternai e il raccordo con il sentiero 101; non fanno parte dell’itinerario segnalato e non vanno considerati come variante ufficiale.
Dal Còler al Rifugio Dorigoni
Parto alle 6:35 dal parcheggio del Còler. È da parecchio tempo che non percorro questa zona della Val di Rabbi: da quando è stato introdotto il servizio navetta che porta fino a Malga Stablasolo, nei periodi di maggiore affluenza la trovo troppo frequentata e ho finito per evitarla. Questa volta, però, è il 18 settembre, la stagione estiva è ormai agli sgoccioli e l’orario è abbastanza mattiniero da farmela vivere come piace a me. In una ventina di minuti raggiungo Malga Stablasolo e continuo verso le Cascate di Saènt. Alle 7:50 sono alle Cascate Alte, poi proseguo nella Val di Saènt, che ogni volta mi ricorda quanto sia bella.


Verso le 8:45 compare finalmente all’orizzonte il Rifugio Dorigoni.
Un cambio di programma verso i Laghi Sternai
Supero il Rifugio Dorigoni dopo circa 2 ore e 20 minuti dalla partenza, un tempo che considero una buona media. In realtà, quella mattina il mio programma è un altro: vorrei salire verso Cima Pontevecchio, nel settore del ghiacciaio del Carèser. E’ una delle cime che mi mancano e si trova dopo Cima Campisol. Scopro però che con i cani non è possibile proseguire e decido quindi di cambiare completamente itinerario.

L’alternativa viene quasi da sé: tornare ai Laghi Sternai, dove ero stata l’ultima volta nel 2019. Dal Rifugio Dorigoni seguo quindi il percorso che sale sulla destra verso i laghi e alle 9:30 raggiungo il primo Lago Sternai, con davanti la Cima Sternai. È una montagna che guardo sempre con una certa curiosità: si tratta di una cima alpinistica e so che, da sola con i cani, non è un obiettivo alla mia portata. Rimane però una di quelle che spero, prima o poi, di riuscire a raggiungere.

Tra i Laghi Sternai
Dal primo Lago Sternai riparto seguendo quella che credo essere la direzione giusta, ma finisco invece sulla traccia che sale verso Cima Sternai.

Me ne accorgo soltanto più tardi: alle 10:20 capisco di aver mancato il bivio per proseguire verso il secondo lago e di essermi portata decisamente più in alto rispetto al percorso corretto.

A questo punto potrei tornare sui miei passi, ma significherebbe perdere parecchio tempo e rifare un tratto già percorso. Decido quindi di rimanere in quota e cercare di raggiungere il secondo lago dall’alto, muovendomi fuori sentiero. La scelta mi regala però una prospettiva completamente diversa da quella del giro normale: da dove mi trovo riesco a vedere contemporaneamente i primi tre Laghi Sternai e le cime del settore del Carèser. È uno dei panorami più belli dell’intera escursione.

Alle 10:45 raggiungo finalmente il secondo lago, arrivandoci proprio dall’alto, e cinque minuti più tardi sono già al terzo.

Da qui proseguo ancora e compare anche il quarto lago, che si trova più in basso. Questa volta, però, decido di non scendere fino alla sua sponda e di continuare mantenendomi alta.

Il giro dei Laghi Sternai, partendo dal Rifugio Dorigoni e seguendo il normale percorso dei laghi, è già di per sé una bella escursione d’alta quota. Nei miei appunti del 2019 avevo registrato circa 4,6 km per completare il circuito, circa 300 metri di dislivello dal rifugio e 2 ore e 30 minuti di percorrenza, comprese le soste per le fotografie, con il punto più alto del giro a circa 2.777 metri. Non presenta particolari difficoltà tecniche: servono soprattutto allenamento e abitudine alla quota.
Nel 2021, però, il mio percorso è ormai diventato tutt’altro che il giro classico. Dal quarto lago dovrei perdere quota per andare a intercettare il sentiero 101 diretto al Passo Saènt. Guardando dove mi trovo, decido ancora una volta che non ne ho alcuna voglia: rimango alta e provo a raggiungerlo più avanti.
Verso il Passo Saènt
Proseguo quindi fuori sentiero, cercando di intercettare più avanti il percorso ufficiale senza perdere inutilmente quota. Anche questo tratto richiede un po’ di attenzione, ma alla fine, intorno alle 11:40, riesco a ricollegarmi al sentiero 101 che sale verso il Passo Saènt.


Da qui la salita cambia decisamente carattere. Per essere un passo, è uno dei più impegnativi che abbia mai percorso: il sentiero si fa ripido e nell’ultimo tratto bisogna aiutarsi anche con le mani. La sensazione è quasi quella di salire verso una cima più che verso un valico, anche perché ormai ci si avvicina ai 3.000 metri di quota.

Conosco già questa salita: nel 2019 avevo impiegato circa un’ora e mezza dal Rifugio Dorigoni al passo, per poco più di 3 chilometri, annotando già allora quanto fosse impegnativo l’ultimo tratto su roccia.
Alle 12:10 raggiungo finalmente il Passo Saènt, 2.965 metri, dove termina il sentiero 101, il Sentiero Maestro Enrico Albertini, dedicato a una figura storica della SAT di Rabbi che per molti anni fu anche gestore del Rifugio Dorigoni.


Il panorama ripaga completamente della fatica. Da una parte si apre la Val di Saènt, con il Rifugio Dorigoni ormai molto più in basso e uno dei Laghi Sternai ancora visibile; dall’altra lo sguardo scende verso la Val Martello, punteggiata dai suoi piccoli laghi.

Davanti a me si distende la Vedretta di Grames, mentre tutt’intorno si riconoscono Cima Sternai, Cima Rossa di Saènt e Cima Saènt, che non va confusa con la precedente. È uno di quei punti in cui vale la pena fermarsi un po’: non soltanto per riposare dopo la salita, ma perché il Passo Saènt, per quota e posizione, offre davvero un panorama da cima.
Il rientro dal Rifugio Dorigoni
Alle 14:00 sono di nuovo al Rifugio Dorigoni. Per il rientro decido di non ripercorrere il sentiero dell’andata: è un tracciato che conosco bene e che, soprattutto a quell’ora, immagino ormai più frequentato. Scelgo quindi il sentiero 128, passando dal Bait Campisol, un’alternativa che avevo già percorso e che ricordo molto volentieri.

C’è però un punto che, prima di arrivarci, mi mette un po’ in agitazione. Due anni prima lungo questo itinerario avevo trovato una cascata da attraversare su un semplice asse di legno. Con i cani era stato tutt’altro che piacevole e ricordo ancora bene quanto mi avesse preoccupata quel passaggio. Quando arrivo nello stesso punto nel 2021, invece, trovo una bella sorpresa: al posto dell’asse è stato costruito un vero ponticello e l’attraversamento è diventato decisamente più semplice.


Alle 15:00 raggiungo il Bait Campisol e continuo poi verso Dos de la Cros, dove arrivo alle 15:45.


Da lì resta soltanto l’ultima parte della discesa verso il fondovalle. Alle 16:30 sono di nuovo al parcheggio, dopo quasi 10 ore di escursione, 21,7 chilometri e 1.775 metri di dislivello positivo.
Alla fine ho fatto qualcosa che nel 2019 avevo percorso in due giornate separate: prima il giro dei Laghi Sternai, poi, una settimana più tardi, il Passo Saènt. Uniti nello stesso itinerario diventano inevitabilmente un’escursione impegnativa, ma anche una delle più complete e belle che abbia fatto in questa parte della Val di Rabbi.
A chi consiglio questo percorso
Consiglio questo itinerario a escursionisti ben allenati e abituati alle lunghe giornate in quota. I quasi 22 chilometri e i 1.775 metri di dislivello richiedono una buona preparazione fisica, soprattutto perché il percorso raggiunge quasi i 3.000 metri al Passo Saènt.
Il giro dei Laghi Sternai, preso singolarmente, non presenta particolari difficoltà tecniche; decisamente più impegnativa è invece la salita al passo, ripida e con un ultimo tratto in cui è necessario aiutarsi anche con le mani. Per questo considero l’itinerario completo adatto a escursionisti esperti.
Nel mio percorso del 2021 ho inoltre effettuato alcuni tratti fuori sentiero tra i laghi e il raccordo con il sentiero 101. Non fanno parte dell’itinerario ufficiale: per ripetere l’escursione consiglio di seguire sempre i sentieri segnalati.