Cima Stubele e Cima degli Olmi da Rumo: anello nelle Maddalene

In vetta a Cima Stubele con Nano e Bruno, nelle Maddalene

Una lunga escursione nella Catena delle Maddalene, con partenza da Rumo, che attraversa alcuni degli ambienti più belli della zona tra il Lago Poinella, il Passo della Siromba, Cima Stubele, il sentiero Bonacossa e il Lago Cemiglio. Un itinerario molto impegnativo per lunghezza e dislivello, iniziato sotto la pioggia e proseguito tra grandi spazi aperti, creste e continui cambi di programma.

Scheda tecnica

Escursione effettuata: 11 luglio 2021
Localizzazione: Catena delle Maddalene, tra Val di Non e Val d’Ultimo (Ultental)
Partenza e arrivo: località Fontane, sopra Mocenigo di Rumo, circa 1.100 m
Quota massima: Cima Stubele, 2.671 m
Distanza: circa 24 km
Dislivello positivo: circa +2.300 m
Durata complessiva: circa 11 ore e mezza
Itinerario: Fontane → Malga Lavazzè → Malga Masa Murada → Lago Poinella → Passo della Siromba → Cima Stubele → Passo della Siromba → Malga Masa Murada → Malga Cemiglio di Dentro → Lago Cemiglio → Passo Cemiglio → Cima degli Olmi → Malga Cemiglio di Dentro → Maso Bernardi → Fontane
Sentieri principali: 134, 133 Aldo Bonacossa, 113A
Difficoltà: EE – itinerario molto impegnativo per lunghezza e dislivello complessivo

Da Rumo al Lago Poinella

Sono partita alle 5:20 dal parcheggio in località Fontane, dopo Mocenigo di Rumo, e sulla strada/sentiero 134 mi sono diretta verso Malga Lavazzè (1.639 m). Da notare, dopo circa venti minuti di cammino, il cartello con le indicazioni per Cima Stubele: 4 ore e 12 minuti… ma del resto ci troviamo quasi in Alto Adige e siamo molto più precisi…

Cartello SAT con indicazioni per Cima Stubele, Malga Lavazzè e Malga Masa Murada
Il cartello per Cima Stubele: 4 ore e 12 minuti

Dopo un’ora di cammino su una strada, se possibile, ancora più brutta di quella per Malga Val, siamo arrivati alla Lavazzè e ha iniziato a piovere tantissimo.

Malga Lavazzè lungo l’itinerario da Rumo verso Cima Stubele, nelle Maddalene
Malga Lavazzè, prima tappa lungo la salita verso Cima Stubele

Sempre sul 134 abbiamo proseguito verso Malga Masa Murada. Alla Masa Murada ero già stata, ma arrivando dalla Malga Bordolona e dal Passo di Val Clapa; devo dire che dalla parte della Lavazzè la salita è un po’ più impegnativa.

Alle 7:10 l’abbiamo oltrepassata e abbiamo continuato verso il Lago Poinella, che abbiamo raggiunto una ventina di minuti dopo. La zona qui intorno è stupenda, caratterizzata da meravigliosi spazi aperti. Nel frattempo, per fortuna, aveva anche smesso di piovere.

Dal Passo della Siromba a Cima Stubele

Dal Lago Poinella siamo ripartiti continuando a salire e, due ore e quaranta dopo la partenza, siamo arrivati al Passo della Siromba (Schrummscharte, 2.407 m). Da qui si prende verso destra il filo di cresta che porta a Cima Stubele (2.671 m). Non è un tratto difficile ma, come sempre quando si cammina su una cresta stretta ed esposta, bisogna prestare attenzione.

Alle 8:50 abbiamo raggiunto la cima, molto prima del previsto: avevo calcolato di arrivare intorno alle 10, quindi è andata decisamente meglio di ogni aspettativa. E, fortuna pazzesca, il cielo era completamente sgombro di nuvole. Non vi dico che panorama spettacolare…

Dopo le foto di rito abbiamo fatto ritorno al passo. Durante la discesa abbiamo di fronte la Schrummspitz (Cima della Siromba) e la Cima Binasia, mentre sulla destra c’è il Lago della Siromba.

Devo essere sincera: avevo un progetto molto ambizioso per la giornata, ma il cielo si stava coprendo nuovamente e la cosa mi ha un po’ scoraggiata. Ho deciso quindi di tornare sui miei passi fino alla Masa Murada e poi vedere cosa fare.

Sul sentiero Aldo Bonacossa verso il Lago Cemiglio

Una volta di nuovo alla Masa Murada, visto che erano solo le 10:40, invece di riprendere il 134 verso Malga Lavazzè ho preferito allungare il giro e imboccare il sentiero 133 Aldo Bonacossa, in direzione della Malga Cemiglio di Dentro.

Apro una parentesi su questo sentiero: si tratta di un sentiero storico SAT che attraversa le Maddalene dal Passo Palade, tra l’Alta Val di Non e la zona di Lana/Merano, fino a Penasa, in Val di Rabbi, mantenendosi per lunghi tratti attorno ai 2.000 metri di quota e sviluppandosi tra le province di Trento e Bolzano. È dedicato ad Aldo Bonacossa, alpinista milanese e autore della prima guida sul Gruppo Ortles-Cevedale, che comprendeva anche il settore delle Maddalene. Penso ormai, nelle mie varie escursioni, di averne percorso quasi tutta la lunghezza e posso dire che merita veramente.

Alle 11:40 siamo arrivati alla Malga Cemiglio di Dentro (1.838 m). Qui ero molto indecisa sul da farsi: prendere il 113A in direzione Maso Bernardi e tornare verso la macchina oppure seguirlo nella direzione opposta, verso il Lago Cemiglio, indicato a un’ora e venti.

Ero in giro già da un bel po’ di tempo e non sapevo se ce l’avrei fatta a risalire nuovamente fino al lago. Alla fine ho deciso di provarci e alle 12:40 sono arrivata al Lago Cemiglio (2.267 m). Che bello! Peccato soltanto per quel cielo nero…

Lago Cemiglio nelle Maddalene, lungo l’itinerario verso Cima degli Olmi
Lago Cemiglio

Adesso ve la dico tutta: il mio progetto ambizioso era quello di unire Cima Stubele e Cima Olmi, due cime che da sole per me erano giri troppo brevi e che non sapevo come collegare ad altre escursioni.

Dal Lago Cemiglio a Cima degli Olmi

Dal lago ho proseguito verso il Passo Cemiglio (2.405 m), con l’idea di valutare la situazione e decidere se proseguire verso la Olmi. Alla fine, guidata dall’entusiasmo, ho preso verso destra e ho affrontato il ripido tratto finale che porta alla Cima degli Olmi.

Qui il terreno è formato soprattutto da terra e sassi ed è piuttosto scivoloso, tanto che bisogna fare attenzione anche a non smuovere pietre verso chi sale più in basso. A me è successo proprio durante la salita: ho mosso involontariamente un sasso che ha iniziato a rotolare velocemente verso alcune persone molto più in basso di me e, per qualche secondo, mi sono letteralmente raggelata. Per fortuna non è successo nulla, ma è uno di quegli episodi che mi è rimasto impresso e che fa capire quanto sia importante prestare attenzione su questo tratto.

Alle 13:40 sono arrivata sulla Cima degli Olmi (Ilmenspitz, 2.656 m).

Che soddisfazioneeeeeee! Non mi sembrava vero, ero felicissima e continuavo a ripetermi che avevo fatto l’impresa. Poi non vi dico il panorama meraviglioso, nonostante il cielo coperto.

Da lassù si vede il Lago di Santa Giustina e, proprio di fronte alla Olmi, la Cima Lavazzè; alle sue spalle si alza la Goldlahnspitz e, ancora più indietro, il Monte Ometto.

Ho fatto video e foto ai ragazzi che dormivano sulla cima… poveretti! Mi è piaciuta molto anche la scritta: “Con il vento contrario l’aquilone prende il volo.”

Il rientro verso Rumo

Alle 14:00 abbiamo lasciato la cima, anche perché la temperatura non era delle più gradevoli e la strada che dovevamo affrontare per tornare alla macchina era ancora bella lunga. Dopo un’ora e venti siamo tornati alla Malga Cemiglio di Dentro e da lì ho proseguito in direzione di Maso Bernardi (1.572 m).

Arrivata qui mi sono rifiutata di passare nuovamente da Malga Lavazzè e, anche a costo di allungare il percorso, ho proseguito sul 113A per poi ricollegarmi alla strada/sentiero 134 poco prima del parcheggio in località Fontane.

Alle 16:45, non ricordandomi più neppure il mio nome per la stanchezza, abbiamo finalmente fatto ritorno alla macchina.

Una massacrata, senza dubbio: sono partita da poco più di 1.000 metri di altitudine, sono salita sulla Stubele a 2.671 metri, sono scesa nuovamente parecchio di quota e poi sono tornata su fino ai 2.656 metri della Cima degli Olmi. Sinceramente, a un certo punto non ero più così sicura di riuscire ad arrivare fino in fondo, ma poi l’adrenalina, come spesso mi capita, mi ha dato una carica pazzesca e mi ha permesso di completare tutto il giro. Alla fine ero distrutta, ma la soddisfazione era enorme e avevo davvero la sensazione di toccare il cielo con un dito.

A chi consiglio questo percorso

Non mi sento di consigliare a tutti il giro completo che ho fatto io, perché è un’escursione davvero molto impegnativa e richiede un ottimo allenamento, sia per la lunghezza sia per il dislivello complessivo. Se siete abituati a giornate di questo tipo e avete voglia di un percorso lungo nelle Maddalene, però, può dare una grandissima soddisfazione.

Se invece cercate qualcosa di più contenuto, vi consiglio di affrontare Cima Stubele e Cima degli Olmi separatamente, perché meritano entrambe, così come meritano il Lago Poinella e il Lago Cemiglio.

Maddalene sempre top!

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