Anello Monte Cengledino, Laghi di Valbona, Bocchetta Valsorda

La cresta dal Monte Cengledino ai Laghi di Valbona

Escursione effettuata: 15 novembre 2020

Localizzazione: ci troviamo sopra a Tione di Trento, in quella zona compresa tra la Valle di Breguzzo e la Valle di San Valentino.

Spesso e volentieri, al termine delle mie escursioni, mi ritrovo a dire, concedetemi il termine, ‘Oggi ho fatto una cazzata’, ma questa volta l’ho fatta talmente grossa, che non avevo perfino il fiato di commentare…talmente tanta era l’adrenalina, che non ho dormito la notte…

Ma andiamo con ordine.

Alle 5:45 io e i ragazzi, il Nano e Bruno, partiamo da casa in Val di Rabbi per raggiungere la località Zeller sopra a Tione di Trento. In teoria saremmo dovuti arrivare poco dopo le 7, in pratica, colpa del navigatore (io mi chiedo perchè continuo ad usarlo, quando son sicura che con la mia testolina ci arriverei meglio…),  abbiamo perso una mezz’ora buona. Abbiamo avuto, però, la fortuna che la strada di accesso alla località Zeller fosse chiusa e che avessero concesso la veicolarità della strada per la Malga Cengledino, dove ho, infatti, parcheggiato.

Malga Cengledino

Alla fine della fiera, ci siamo incamminati che erano ormai le 8. Ho preso il sentiero nr. 225, che porta ai Laghi di Valbona, ma dopo 15 minuti scarsi, l’ho lasciato per prendere il nr. 235A verso il Monte Cengledino ( Campantich, mt. 2137), dove siamo arrivati poco prima di un quarto alle 9. Se escludiamo la brutta antenna vicina alla croce, che comunque, con un pò di manovre, può essere lasciata fuori dalle foto, il panorama è spettacolare (Val Rendena, Gruppo di Brenta, Carè Alto, Gruppo delle Alpi di Ledro). La calda e soleggiata domenica di novembre, poi, ha reso il tutto ancora più bello.

Dopo le foto di rito, ho proseguito lungo il sentiero nr. 235, col quale si arriva ai Laghi di Valbona percorrendo tutta la cresta. Da qualche parte avevo letto che si doveva prestare attenzione, perchè si trattava di una ‘cresta aerea’. Allora, questo è uno dei motivi per cui ho deciso di creare questo blog. Partiamo dal presupposto che tutte le creste, in quanto creste, sono aeree. I lati possono essere più o meno ripidi e la cresta più o meno larga ed è questo che le rende più o meno pericolose. A parer mio, avendone fatte ben di peggio, questa cresta è molto tranquilla. Io me la sono proprio goduta,  senza il minimo timore, neppure per i miei cani (solitamente sono loro la mia fonte di ansia…).

Siamo arrivati ai Laghi superiori di Valbona alle 10, quindi dopo un’oretta.

A questo punto, la mia idea originaria era dirigermi verso la Bocchetta di Laghisol e, compatibilmente con la neve, proseguire poi verso la Bocchetta di Valsorda e il bivacco Cunella. Ho dato un’occhiata al percorso è mi è parso abbastanza pulito e, così, ho imboccato il sentiero nr. 225 e, verso le 11, sono arrivata alla Bocchetta di Laghisol (mt. 2410). La vista da qui mozza il fiato. Da un lato il Monte Cengledino con la lunga cresta e i laghi di Valbona, dall’altro il lago Laghisol.

Ho guardato il sentiero verso la Bocchetta di Valsorda (il cartello mi dava come tempo di percorrenza 15 min.) e si, c’era della neve, ma anche delle impronte, quindi qualcuno era già passato. Avevo letto che un pezzetto era attrezzato, ma guardando le foto in internet pareva si trattasse solo di due assi di legno attaccate alla roccia con la corda metallica. Nulla di chè apparentemente, avrebbero potuto farcela anche i ragazzi. Quindi sono partita. Allora: in realtà ce ne sono molti pezzi attrezzati, non solo quello. Ho tribolato un poco a causa della neve e aiutato i ragazzi un paio di volte e, mentre andavo avanti, speravo sinceramente di non dover tornare indietro da lì. Però, grazie alla corda metallica a cui aggrapparsi, si va via bene (se non c’è neve, penso sia molto facile).

Alle 11:40 sono arrivata alla Bocchetta di Valsorda. E lì ho avuto una brutta sorpresa: il lato di là era completamente in ombra, quasi verticale e con un sacco di neve. Devo dire che ho iniziato a preoccuparmi. Onestamente non me la sentivo di tornare indietro e, vedendo delle impronte sulla neve, mi sono fatta forza e ho proseguito. Se non ci fossero state quelle impronte, chissà dove sarei adesso…non vedevo più bandierine…                 Ci sono altri due/tre punti attrezzati anche da quel lato.

Beh, giuro non finiva più. Ero completamente in ombra, su una parete quasi verticale e non avevo la minima idea di dove mi trovassi. Alla fine, in qualche modo sono riuscita a seguire il sentiero e, ad un certo punto, ho visto in lontananza un cartello. Non mi pareva vero, sembrava un miraggio…Per arrivarci bisogna superare una pietraia. Il problema con la neve, rimane sempre quello che non vedi le bandierine. Ed, infatti, mi sono trovata a saltare ed arrampicare tra pietre e buchi. Quando alla fine sono riuscita ad andare oltre, mi sono accorta che non c’era più Bruno. Subito lo sentivo piangere e poi più niente. Mi è preso il panico ed ho iniziato ad urlare come una pazza, tornando indietro. Ho passato la mezz’ora peggiore degli ultimi tempi, ma poi per fortuna l’ho visto in lontananza bloccato su un sasso e sono andata a recuperarlo. Alla fine siamo arrivati al famoso cartello che erano le 13:30 passate. Ho abbandonato l’idea di continuare per il bivacco Cunella (da lì segnava 30 min di percorrenza) e ho preso il sentiero nr. 261 per Malga Geredol. Scendendo di altitudine, la neve diminuiva e il sentiero era, ghiacciato, ma ben visibile. Siamo arrivati alla Malga alle 14:45. Lì mi attendeva una bella sorpresa: un cartello che segnalava il sentiero nr. 263 (quello che dovevo prendere) inagibile.

Malga Geredol

Ho ignorato la cosa, perchè sicuramente non potevo tornare indietro, nè proseguire col 261 che mi avrebbe portato nella Valle di San Valentino. Fortuna ha voluto che non ci fossero intralci e, dopo 40 minuti abbiamo raggiunto Malga Rosa. Ho accelerato di molto il passo e in 25 minuti, tramite strada sterrata e sentiero, sono arrivata a malga Stablo Marcio (mt. 1720).

Ho letteralmente volato sul sentiero nr. 225A e in poco più di 20 minuti sono giunta a Malga Cengledino (mt. 1669) appena prima che iniziasse a fare buio (alle 16:35). Come tempi di percorrenza dalla Malga Stablo Marcio danno 1 ora, ma sinceramente mi sembra un pò eccessivo.

Distanza totale percorsa: 16,40 km

Dislivello positivo: 1237 mt.

Tempo movimento: 6:54:25

Commenti: che dire…la prima parte splendida: paesaggi meravigliosi, sentieri facili, sole. La seconda parte…non la commento. Colpa mia in ogni caso, che talvolta sono un’incosciente. Comunque, non vedo l’ora sia inizio estate per rifare quest’anello (bivacco Cunella incluso), perchè penso meriti veramente.

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