Scendo dalla macchina. Apro il bagagliaio a Bruno e la portiera posteriore al Nano. Recupero lo zaino (preparato con cura la sera precedente) dal sedile del passeggero, prendo il cellulare, avvio l’app col gps, lo metto in tasca e spero che a breve non ci sia più segnale.
È domenica, poco prima delle 6. La sveglia è stata alle 4 e 30, come tutte le altre domeniche.
Scendo dalla macchina. Apro il bagagliaio a Bruno e la portiera posteriore al Nano. Recupero lo zaino (preparato con cura la sera precedente) dal sedile del passeggero. Apro poi la portiera a Cloe, prendo il biberon, provo a darglielo, litigo con le cinture del seggiolino, cerco di disincastrare lo zaino portabambino bloccato tra il sedile ed il cruscotto, mi sforzo per ricordare dove ho appoggiato il cellulare, sperando che ci sia segnale (che non si sa mai), urlo ai ragazzi di tornare (chissà dove sono finiti), metto Cloe nello zaino, mi siedo per terra per caricarmelo sulle spalle e, con uno sforzo disumano, mi rimetto in piedi (rotolando sulle ginocchia e aggrappandomi alla portiera per tirarmi su). È sabato/lunedì (perchè c’è meno gente), poco prima delle 11 (wow, stamattina siamo stati più veloci del solito…). La sveglia è stata alle 5, come tutti gli altri giorni…
Il primo pezzo è l’inizio dell’articolo per il quale ho deciso di fare questo blog ‘Chiedimi perchè vado in montagna’ del 2020.
Il secondo pezzo è l’inizio di ogni giornata in montagna da quando c’è Cloe.
Fare mountain hiking con bambini di qualche mese è tutto tranne che facile. Troppe variabili, che non ti permettono di programmare nulla. Puoi solo pensare a dove ti piacerebbe andare, preparare lo zaino e…incrociare le dita.
Per una persona demofobica (🤣) come me, partire alle 11 della domenica è escluso a priori. Quindi, cerco di fare in modo di andare il lunedì, che, soprattutto fuori stagione, ti permette di non incrociare anima viva per ore.
Cloe, in realtà, non si sveglia tardi. Alle 7-7:30 è già operativa, ma da che si sveglia a che usciamo ne passa. Continuo a guardarla, chiedendomi: ‘Ha dormito abbastanza? Ha mangiato abbastanza? È dell’umore giusto? Ha fatto la cacca (cosa importantissima!!!).’
Nel momento in cui mi pare che tutto fili liscio, carico al volo tutti in macchina e parto. Durante il tragitto continuo a guardarla per vedere se è tranquilla. Una volta raggiunto il punto di partenza, ci vogliono su per giù altri 15/20 minuti prima di metterci in marcia.
Nel momento in cui mi incammino, metto già in preventivo che può accadere di tornare indietro dopo poco. Questo, ovviamente, non mi rende felice, ma non posso obbligarla a fare cose che non si sente. Rimane una bambina di poco più di 10 mesi e la maggior parte dei suoi coetanei sarebbe a casa a fare un pisolino adesso.
Inizio a camminare. Dopo poco lei piagnucola. Effettivamente è di nuovo ora di dormire. Per distrarla un pò, canto le nostre canzoni preferite. È veramente dura: sto camminando in salita, con uno zaino che credo pesi 15/16 kg sulle spalle, e canto. Praticamente non ho più fiato per respirare.
Ma, poco dopo, lei crolla. A quel punto sento tutto il corpo che si rilassa. La continuo a guardare col cellulare, ma sono più tranquilla. Ritorno a sentirmi come mi sentivo ogni volta che andavo in montagna. Assaporo il silenzio, la pace, guardo i ragazzi davanti a me che mi fanno strada. Spero che non si svegli finchè non siamo arrivati in cima. Sebbene scelga percorsi fattibili con Cloe, ci sono punti in cui devo essere concentrata, soprattutto perchè non sono sola, ma ho lei sulle spalle. Una volta arrivati, mi incanto a guardare ciò che mi circonda, ma, al contrario di tempo fa, che mi perdevo chissà dove con la mente, ora rimango vigile e attenta.
Cloe, nel frattempo, si è svegliata. A questo punto, nonostante le mie gambe scalpitino, so che devo fermarmi. La tolgo dallo zaino e la metto a terra. Mangia qualcosa, poi si perde a giocare con un pezzo di erba.
La guardo e penso: chissà se amerà mai la montagna come me. Spero di non comportarmi in modo tale da fargliela andare in odio. Mi chiedo se quello che faccio sia sbagliato. Se la mia passione non mi porti a mettere lei in situazioni inappropriate. Se dovrei fare come tante altre mamme e portarla a giocare al parco giochi. Poi, però, sono sincera con me stessa: io non sono come tante mamme…io odio il parco giochi. Stavo per litigare con le altre madri l’unica volta che ci sono andata…
Io sono così. Io posso insegnarle quello che sono e che so. Io posso dirle cos’è un erioforo, posso raccontarle come si dorme in un bivacco, ma non ho idea di come siano i turni sull’altalena in città…
Mi dicono: la stai crescendo bene. E chi lo sa??? Io non scelgo di crescerla così. La cresco nel modo in cui vivo io. E, magari, quando sarà grande, me lo rinfaccerà, perchè avrebbe preferito passare i sabati e le domeniche in altro modo.
Torno con la mente al presente. Continuo a guardarla e lei sorride a fianco ai ‘suoi’ cani. Penso che forse stia bene e mi sento meglio anch’io.
Pian pianino sistemo le nostre cose per il rientro. Vorrei toccare altre cime come ai vecchi tempi, ma sono contenta così. Essere a più di 2000 mt con Cloe e i ragazzi mi riempie il cuore di gioia.
La rimetto nello zaino, col cappellino alla pescatora che le sta benissimo e che ogni tanto le scende sugli occhi. Le do un bacio e le sussurro: I love you, let’s go.
Siamo tutti e 4 felici. I ragazzi scendono davanti a noi, io canto ‘Who let the dogs out’ e lei sgambetta dietro di me.
È andato tutto bene. Lei è serena, io felice. Ho condiviso con mia figlia la mia più grande passione e sono riuscita a fare stare bene anche lei. Penso di non poter desiderare di meglio.
Alla fine, dove sta scritto che debba andare per forza al parcogiochi?
Io non ho figli. Non so se sia più corretto preparare loro la merendina per portarli a socializzare con gli altri bimbi al parco giochi o preparare uno zaino con l’impossibile per affrontare in serenità i meravigliosi sentieri che la natura ci offre. Sicuramente li avrei “osservati” e amati. Credo che al momento la cosa più importante sia stare bene. Quando Cloe sarà in grado di decidere, sarà lei stessa a dirti cosa e come. Forse sarà tardi per andare al parco, ma se tu la portassi al parco rinunciando ai tuoi Monti, non trasmetteresti la gioia che trasmetti ora. Per quanto tu ti possa sforzare da brava mamma E questo a lei non farebbe bene. Lo avvertirebbe. Questo è il mio pensiero. 😘
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È proprio così. Anch’io credo che se sono felice faccio stare bene anche lei. Poi al parco può sempre andarci quando sarà maggiorenne 🤣😉
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Ciao non mollare mai sei un mito🤗🤗🤗
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Grazie mille ❤️
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