Escursione effettuata: 11 luglio 2021
Localizzazione: Catena delle Maddalene, tra Val di Non e Val d’Ultimo
Sono partita alle 5:20 dal parcheggio in località Fontane, dopo Mocenigo di Rumo e su strada/sentiero 134 mi sono diretta verso Malga Lavazzè, mt.1639, (da notare dopo circa 20 minuti di cammino il cartello con le indicazioni per cima Stubele: 4 ore e 12 minuti…ma del resto siamo quasi in Alto Adige e siamo molto più precisi!). Dopo un’ora di cammino su strada asfaltata (se possibile quasi più brutta di quella per Malga Val!) siamo arrivati alla malga ed ha iniziato a piovere tantissimo.

Sempre sul 134 abbiamo proseguito per la Malga Masa Murada. Alla Masa Murada ero già stata, ma arrivando dalla Malga Bordolona e dal Passo di Val Clapa. Devo dire che dalla parte della Lavazzè la salita è un pò più impegnativa. Alle 7:10 l’abbiamo oltrepassata andando verso il Lago Poinella (che abbiamo raggiunto in 20 minuti). La zona qui intorno è stupenda, caratterizzata da meravigliosi spazi aperti e, per fortuna, ha pure smesso di piovere.






Due ore e quaranta dopo la partenza siamo arrivati al Passo della Siromba (mt. 2407). Tenendosi il lago alle spalle, si prende la cresta sulla destra (sentiero 16B) che porta a Cima Stubele (mt. 2671). Non è una cresta difficile, ma, come per tutte le creste, bisogna prestare attenzione. Alle 8:50 siamo arrivati sulla cima (meglio di ogni aspettativa, visto che avevo previsto l’arrivo alle 10) e, fortuna pazzesca, il cielo era completamente sgombro di nuvole! Non vi dico che panorama spettacolare…



Fatte le foto di rito, abbiamo fatto ritorno al passo. Scendendo dalla cresta, di fronte si vedono la Schrummspitz (Cima della Siromba) e la Cima Binasia, invece sulla destra c’è il Lago della Siromba.


Devo essere sincera: avevo un progetto molto ambizioso per la giornata, ma il cielo si stava coprendo nuovamente e la cosa mi ha un pò scoraggiata. Infatti, ho deciso di tornare sui miei passi fino alla Masa Murada e poi vedere cosa fare.
Tornata alla malga, per allungare il giro, visto che erano solo le 10:40, invece di riprendere il 134 per la Lavazzè, ho optato per il Bonacossa (133) che porta alla Malga Cemiglio di dentro (mt.1838). Apro una parentesi su questo sentiero: si tratta di un sentiero storico SAT che attraversa Le Maddalene, da Passo Palade alla Val di Rabbi, per una lunghezza di oltre 50 km, tenendo lungo tutto il gruppo un’altitudine media di 2000 mt. s.l.m, e si situa parte in provincia di Trento e parte in quella di Bolzano. E’ dedicato ad Aldo Bonacossa, un alpinista milanese, autore della prima guida sul Gruppo Ortles – Cevedale, che comprendeva anche il settore delle Maddalene. Penso, ormai, nelle mie varie escursioni di averlo percorso tutto e posso dire che merita veramente in tutta la sua lunghezza.
Alle 11:40 siamo arrivati alla Cemiglio di dentro. Qui ero molto indecisa sul da farsi: prendere il 113A in direzione Maso Bernardi e tornare verso la macchina, o il 113A in direzione Lago Cemiglio (indicato 1h e 20′). Ero in giro già da un bel pò di tempo e non sapevo se ce l’avrei fatta a risalire di nuovo di altitudine fino al lago. Ho deciso alla fine di provarci e, alle 12:40, sono arrivata al lago Cemiglio (mt. 2267). Che bello! Peccato il cielo nero…

Adesso ve la dico tutta: il mio progetto ambizioso era quello di unire Cima Stubele e Cima Olmi, due cime che da sole per me erano giri troppo brevi e che non sapevo come collegare ad altre escursioni.
Dal lago ho proseguito verso il Passo Cemiglio (mt. 2405), con l’idea di valutare la situazione e decidere se proseguire verso la Olmi. E, niente, alla fine, guidata dall’entusiasmo, ho preso la cresta sulla destra del passo (tenendomi il lago Cemiglio alle spalle) e ho affrontato il ripido tratto finale che mi ha portato sulla Cima Olmi (mt. 2656) alle 13:40. Che soddisfazioneeeeeee! Non mi sembrava vero, ero felicissima e continuavo a ripetermi che avevo fatto l’impresa! Poi non vi dico il panorama meraviglioso nonostante il cielo coperto.




Ho fatto video e foto ai ragazzi che sulla Olmi dormivano…poveretti! Bella la scritta che c’è sulla cima: ‘Con il vento contrario l’aquilone prende il volo’.


Alle 14 abbiamo lasciato la cima, anche perchè la temperatura non era delle più gradevoli e la strada che dovevamo affrontare per tornare alla macchina era bella lunga. Dopo un’ora e venti siamo tornati alla Cemiglio di dentro/Bivacco forestale e da lì ho proseguito in direzione del Maso Bernardi (mt. 1572).

Arrivati qui, mi sono rifiutata di passare dalla Malga Lavazzè e, allungandola, ho proseguito sul 113A per poi ricollegarmi alla strada/sentiero 134 poco prima del parcheggio in località Fontane. Alle 16:45, non ricordandomi più neppure il mio nome per la stanchezza, abbiamo fatto ritorno alla macchina…
Distanza totale: 21,50 km
Dislivello positivo: 1600 mt
Tempo movimento: 8:53:11
Commenti: cosa vi posso dire? Una massacrata: ho lasciato la macchina a poco meno di 1100 mt di altitudine, ho fatto quasi 1700 mt di dislivello per salire alla Stubele, poi giù ad una altitudine di 1800 mt. e di nuovo su sulla Olmi a 2656 mt. Per me, come ho detto prima, un progetto veramente ambizioso…quindi non vi dico come mi sono sentita. Toccavo il cielo con un dito. Sinceramente non credevo di farcela, ma poi l’adrenalina, come spesso mi capita, mi ha dato una carica pazzesca e ha permesso di realizzare il mio progetto. Non mi sento di consigliare a tutti questo giro, non voglio che poi mi odiate, però, singolarmente, fate sia la Cima Stubele che la Cima Olmi perchè meritano. Così pure meritano il Lago Poinella e il Lago Cemiglio. Maddalene sempre top!