Cima Lavazzè, Goldlahnspitz, Monte Ometto

Escursione effettuata: 13 giugno 2021

Localizzazione: Catena delle Maddalene, tra la Val di Non e la Val d’Ultimo

Ho parcheggiato al Pont dal Vat (mt.1256), poco dopo Lanza, e alle 6 mi sono incamminata sulla terrificante/ripida strada asfaltata (113) che conduce a Malga Val/Rifugio Maddalene (tempo indicato 1 ora e 50′). Dopo un’ora (penso i tempi indicati siano da rivedere), alle 7, sono arrivata alla malga (mt. 1925). Da qui, sempre proseguendo sul 113 (che ora diventa sentiero), mi sono diretta al Passo Termen da Val (mt. 2252), che ho raggiunto in 45 minuti. Al passo potete notare una pietra su cui sono incise la I da un lato e la B dall’altro, antico confine tra Italia e Baviera. Non vi dico il vento che tirava…qui rimane nella mia memoria il video pubblicato sulle storie di Instagram dove esordisco con: Sierra Levante, Sierra Ponente, Sierra la porta che fa corrente…e non aggiungo altro…

Tenendomi il cartello del Termen da Val alle spalle, ho preso la cresta, facile, che porta alla Cima Lavazzè (mt. 2415). Devo ammettere che ho fatto un pò di casino tra la Cima Lavazzè e la Lavazzè meridionale, però da entrambe il panorama è meraviglioso: Cima degli Olmi, Val d’Ultimo, Goldlahnsee, Val di Non col Lago di Santa Giustina.

Sono poi scesa verso il Goldlahnsee (mt. 2294), che era ancora mezzo ghiacciato con dei colori spettacolari.

Superata la conca del lago, rimanendo sempre sulla cresta, si risale verso la Goldlahnspitz (mt.2387). Non vi dico anche qui il panorama mozzafiato su tutte le Maddalene. Attenzione solo allo spazio vitale veramente misero: per fare la foto coi ragazzi mi tremavano le gambe!

Sono poi scesa nuovamente, non seguendo un vero e proprio sentiero, verso il lago di Cima Lavazzè inferiore (ho sempre avuto dei dubbi sul nome, quindi perdonatemi se ho sbagliato!)

Quel giorno devo ammettere che, stranamente, non avevo un reale programma per la giornata. Quindi, diciamo che sono andata un pò all’avventura, seguendo il sole. Dal lago ho, quindi, preso il sentiero n. 133 verso il SamerJoch. Il paesaggio comunque veramente meraviglioso: per metà innevato, per metà con erba verde!

Alle 10:30 sono arrivata allo SamerJoch e ho deciso di proseguire, in una sorta di anello, sul 133-19. Si stava benissimo, era calato il vento e c’era una giornata magnifica. Insomma, per farvela breve mi sono detta: sai che c’è? Che proviamo a salire anche sul Monte Ometto (ignara di tutta la strada che poi avrei dovuto fare per tornare alla macchina). Alle 11:40, abbiamo toccato la croce del Monte Ometto (mt. 2395). Che spettacolo! Che vista strepitosa che c’è!

A mezzogiorno, molto ottimista perchè ‘tanto c’abbiamo tutto il tempo’…, ho lasciato la cima per cominciare la discesa. Ho ripercorso a ritroso il sentiero 12 e, all’incrocio col 133, ho proseguito sempre sullo stesso verso la Stierbergalm (mt. 1850).

E adesso inizia ‘il bello’. Sempre sul sentiero 12 sono risalita al Monte Faiden. Da qui, un signore che ho incontrato sul Monte Ometto, mi aveva suggerito di scendere giù a Passo Fresna e poi collegarmi alla strada per Malga Val, ma, invece, visto il sole ancora alto, ho preferito prendere il sentiero n. 13 che mi ha ricollegato al 133 poco sopra Malga Val. Che massacrata!

Bruno stravolto

Vabbè, per farvela breve, alle 14:40 ho raggiunto la Malga, da dove ho ripreso l’orrenda strada sfasciaginocchia, e alle 15:30 ho finalmente raggiunto la macchina al Pont dal Vat.

Distanza totale: 17,85 km

Dislivello positivo: 1159 mt.

Tempo movimento: 9:33:12

Commenti: giro meraviglioso!!! Lungo (4 cime, 2 laghi, 2 passi, non ci siamo fatti mancare niente!), ma con panorami da mozzare il fiato. E non abbiamo, praticamente, mai incrociato nessuno, a parte sul Monte Ometto e alla Stierbergalm. A me è piaciuto tantissimo. E’ il mio genere proprio: perdermi in sentieri non battuti e vagare per ore per le montagne. Non mi sento di suggerirlo a tutti, però, perchè è veramente faticoso. Ci vuole gamba e fiato, ma i panorami ripagano sicuramente per la fatica fatta.

Lascia un commento