Un amore così grande…

L’amore che nutro per la montagna è una cosa che non riesco a spiegare. Di certo è un amore nato tanti anni fa, che è andato via via crescendo e consolidando col passare degli anni.

Sin da piccola ho sempre preferito la montagna al mare. Per anni ho avuto una baita in Val Senales e, nel 2006, ho acquistato un maso nell’incantevole Val di Rabbi.

Il mio sogno è quello presto o tardi di lasciare la città e trasferirmi definitivamente là, ma al momento mi devo accontentare solo dei fine settimana.

Il mio vivere la montagna è molto cambiato nel corso del tempo. Agli inizi la montagna per me era per lo più passeggiate e ore passate nei boschi in cerca dei funghi.

Verso i 40 anni (ora ne ho 44), così dal nulla, ho iniziato ad intraprendere escursioni sempre più impegnative. Se penso ai miei primi giri, mi metterei le mani nei capelli: niente zaino, niente cibo, niente cambi. Le cartine non sapevo neppure cosa fossero…andavo decisamente all’avventura. Diciamo che mi sono fatta sul campo. Non ho partecipato ad alcun corso, non ho letto alcun manuale, non ho mai avuto una persona con cui andare che mi potesse insegnare. Ogni volta per me era una lezione: la fame che mi prendeva dopo ore di cammino mi ha insegnato a portarmi via la merenda, le calze fradice dopo essere finita in un ruscello mi hanno insegnato a mettere nello zaino degli indumenti di scorta, perdermi mi ha insegnato a studiare l’escursione il giorno prima e munirmi di cartina, ecc…

Non sono un’alpinista, sono un’escursionista. Non ho attrezzatura con me, solo i ramponcini in caso di ghiaccio o terreni scivolosi. I percorsi che faccio sono solitamente tutti percorsi che posso fare insieme ai miei cani. Può capitare talvolta qualche sentiero attrezzato, ma niente che richieda capacità alpinistiche. La mia compagnia sono sempre e solo loro. Amo vivere la montagna in solitudine, avrei delle difficoltà ad andare con altre persone.

L’idea di scrivere questo blog mi è venuta perchè vorrei condividere le mie esperienze con chi come me ama la montagna e, magari, perchè no, a volte poter essere anche utile a qualcuno che voglia intraprendere una delle escursioni che ho fatto.

Spero di essere più obiettiva possibile, perchè il problema che ho riscontrato quando cerco informazioni sui percorsi è che non so mai le capacità reali di chi scrive e, ovviamente, molto precisa.

Non aspettatevi un manuale di montagna, ma un ‘diario’ di un’amante appassionata della montagna, a volte un pò incosciente…

Altro non mi resta da aggiungere, se non…

… buona escursione!

Charlye

Nota dell’autrice

Questo è stato il primo articolo pubblicato su La Montagna di Charlye, nel novembre 2020. Allora aprire un blog, per me, era già un passo enorme.
Oggi so che quell’inizio non è nato “dal nulla”: stavo attraversando un momento difficile della mia vita e la montagna, più che una passione, è stata la mia ancora di salvezza.
Tre mesi fa è venuto a mancare anche un compagno fondamentale di quel cammino: Nano, che insieme a Tobia prima e a Bruno dopo, è stato al mio fianco in mille escursioni e, soprattutto, nella vita.


Nel tempo, questo spazio è cambiato insieme a me. La montagna è rimasta il filo conduttore, ma il racconto ha preso forme diverse. Anche quel sogno che cinque anni fa sembrava lontano, alla fine si è realizzato: ho lasciato la città e mi sono trasferita in montagna, in Alta Val di Non. E con me c’era una presenza che allora non era neppure un pensiero, ma che mi ha dato il coraggio di fare quel passo: mia figlia Cloe.


L’idea di questo blog è nata dal desiderio di condividere il mio modo di vivere la montagna. All’inizio attraverso le escursioni, oggi attraverso i cambiamenti, le scelte, le salite e le discese che la montagna continua a insegnarmi.
Non è un manuale, non vuole esserlo. È uno spazio di racconto, dove la montagna resta il filo conduttore, ma il passo non è sempre solo sui sentieri.

Altro non mi resta da aggiungere, se non…

… buon cammino!

Charlye

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