Non sono le mura a legarmi, ma la vita che respiro da una finestra aperta sulle montagne

Bruno sul sentiero, davanti alle montagne che ogni giorno ci ricordano cosa significa respirare davvero. 🌿🐾

✨ Anni fa qualcuno mi disse una frase che non ho mai dimenticato:
“In montagna non dureresti niente. Sei troppo abituata alla città.”

Eppure non avrei potuto ricevere previsione più sbagliata. Trasferirmi qui, tra queste valli, è stato naturale, facile, come se ci fossi sempre appartenuta. Non ho esitato un attimo, nonostante le difficoltà, nonostante tutto.

Perché nascere in un luogo non è una scelta.
E non significa che quel posto ti appartenga.

Per tanti anni ho vissuto a Verona, ed era lì che tutti mi identificavano: “la città, i locali, le abitudini”. Eppure io non mi sono mai sentita davvero radicata in quelle strade.

Oggi vivo in Val di Non, e qui è diverso. Non sono legata a una casa, ma al tipo di vita che respiro ogni giorno: al gesto semplice di aprire la finestra e vedere le Dolomiti di Brenta illuminate dal sole del mattino, all’aria fresca che porta l’odore dei prati bagnati, al passo dei miei cani accanto a me sui sentieri. Al silenzio che non è mai vuoto, perché è fatto di vento, di campane lontane, del riso di mia figlia che corre tra l’erba.

È a questo che appartengo. Non a un indirizzo preciso, non a una stanza o a un muro.
Ma a un modo di vivere.

E così ho imparato che non serve avere radici immobili. A volte le radici sono mobili, e stanno nelle persone che ami, nei respiri condivisi, nei passi che ti portano avanti.

Io qui l’ho capito:
non sono le mura a legarmi, ma la vita che respiro da una finestra aperta sulle montagne. 🏔️💚


💭 E voi? Vi siete mai accorti che il luogo in cui siete nati non vi apparteneva? Avete mai trovato un posto che vi facesse respirare davvero?

Lascia un commento