Le 3 cime – Lainert, Lac, Vesa – in versione (quasi) invernale

Escursione effettuata: 4 aprile 2021

Localizzazione: Catena delle Maddalene, tra la Val di Rabbi, la Val di Sole e la Val di Bresimo.

Domenica 4 aprile, domenica di Pasqua. La giornata promette benissimo. Causa zona rossa (Covid time), la scelta su come passarla è abbastanza limitata. Mi ritengo comunque molto fortunata ad avere delle così belle cime vicine. Anzi, a dire la verità, sono pure contenta di questa limitazione, perchè in questo periodo sto rivalutando tantissimo luoghi visti tempo fa e poi messi nel dimenticatoio. Come ho scritto su Instagram: spesso si va lontano in cerca di posti nuovi, dimenticando l’incanto che si ha sopra casa.

Parto con calma alle 7:25, anche perchè è da poco cambiata l’ora e fino alle 7 c’è ancora buio. Sono comunque sicura che non troverò nessuno. Infatti, a parte per il fatto che è Pasqua, c’è anche da dire che le Maddalene, nonostante si prestino molto all’escursionismo (per le loro caratteristiche geomorfologiche), non sono così frequentate a causa della vicinanza di gruppi montuosi molto più di moda.

Imbocco il sentiero nr. 117 (abbastanza ripido) poco sopra Ingenga (parto da un altitudine di 1250 mt circa) e mi avvio prima verso i Masi di Zora, poi verso i Masi Bretoni, dove c’è il bivio: a sinistra si va alla Malga Mondent, a destra alla Malga Cortinga. Da questo punto c’è ancora un bel pò neve (ma quanta ne è venuta quest’anno???), ma non servono nè ciaspole, nè ramponcini. E’ bella compatta, perchè la notte le temperature sono ancora abbastanza rigide. Si tratta di una strada forestale, che parte abbastanza dolce, ma poi la pendenza aumenta notevolmente.

Arrivo in un’ora e trenta alla Malga Cortinga di sotto (non so quali siano le tempistiche indicate, però considerate che l’ho fatta almeno 8/10 volte sulla neve in questo periodo di zona rossa). Tempo di farmi la classica foto nello specchio che c’è in cima la scala (ne avrò 500 tutte uguali…) e, poi, riparto per la Cortinga di sopra. 15 minuti dopo sono lì, ma non mi fermo e mi dirigo verso il Pass de l’Om (mt. 2331). E’ una bella salita, poi fatta con la neve…diciamo che devi avere un pò di allenamento.

Specchio della Malga Cortinga di sotto
Io ed i ragazzi al Pass de l’Om. A sinistra la Cima Lac

Arrivo verso le 10. Guardo un attimo lo spettacolo intorno a me e poi prendo la cresta verso sinistra che mi porta a Cima Lainert (mt. 2462), delle 3, la Cima più alta. Da quella parte, nonostante la neve, la cresta è molto facile. Inutile che vi dica che il panorama è spettacolare: da una parte la Val di Bresimo, dall’altra la bellissima Cima Lac e, dall’altra parte, ancora Cima Mandrie ed il resto della Catena delle Maddalene.

I nostri auguri di Pasqua da Cima Lainert
Io e Bruno romantici sulla Lainert
Le Maddalene e a sinistra Cima Mandrie dalla Lainert

Mi fermo un pò, a fare foto e video di auguri di buona Pasqua da pubblicare su Instagram…coi ragazzi, poco collaborativi, non è esattamente una cosa veloce. Poi si sta così bene, che a dir il vero sono tentata di terminare il mio giro e rimanere lì su al sole tranquilla. Invece, un fresco venticello mi convince a rimettermi lo zaino in spalle e tornare giù al Pass de l’Om.

Finchè scendo guardo la cresta verso Cima Lac ed inizio a fare varie considerazioni. E’ coperta di neve e non mi convince poi tanto. Decido di provare e, se mi trovassi in difficoltà, tornare indietro e tentare scendendo di quota (la settimana prima ero salita alla Lac tenendo tutta la destra dalla Cortinga di sopra, quello che sulla Tabacco è segnato come percorso scialpinistico).

Non è sicuramente facile come d’estate, ma vado avanti abbastanza tranquillamente. Ovvio, che quello che mi preoccupa di più sono i ragazzi vicini alla cresta, mi tremano le gambe, perchè dall’altra parte c’è il vuoto. Comunque, alla fine, trovo difficoltà solo in un punto largo un paio di metri pieno di neve ghiacciata e molto ripido. Decido di evitarlo, scendendo un bel pò dove si restringe notevolmente e con un salto riesco ad oltrepassarlo.

Passato questo pezzo, poi arrivo alla Lac (mt. 2439) facilmente. Anche qui il panorama mozza il fiato: la Val di Non, la Cima Vesa, le Dolomiti di Brenta, la Val di Sole e di fronte il Gruppo Vegaia-Tremenesca. Sono già le 12:45 e preferisco andare avanti e, se caso, fermarmi sulla Vesa.

I ragazzi su Cima Lac, da sinistra Cima Vesa, Dolomiti di Brenta e Val di Sole

5 minuti dopo sono sulla Vesa (mt. 2400). La vista è spettacolare, complice la bellissima giornata di sole.

Io sulla Vesa che ho trovato il lavoro della mia vita…
La vista spettacolare sulla Val di Sole e sulle Dolomiti di Brenta da Cima Vesa

Non c’è caldissimo. Il venticello iniziato sulla Lainert non ci ha più abbandonati. Ed è per questo che, alle 13:15, decido di scendere. A dir il vero sono anche un pò preoccupata, perchè la settimana precedente, venendo giù da lì, c’era la neve molto alta che a quell’ora era diventata tanto morbida e non è stato semplice venirne fuori. Invece, questa domenica ci si scivolava sopra ed io e i ragazzi siamo venuti giù praticamente correndo. Quanto ho riso!

Scendendo di corsa dalla Lac

Arrivata alla Cortinga di sopra ho messo per terra il raincoat e ci siamo fatti un mezzo pisolino. Mi sono comunque tenuta la giacca invernale perchè il fondo era freddo, ma al sole si stava bene.

Ci siamo poi incamminati con calma e siamo arrivati al punto di partenza alle 16:30.

Distanza totale percorsa: 15,05 km

Dislivello positivo: 1258 mt

Tempo movimento: 05:09:36

Commenti: Pasqua meravigliosa! Devo dire che io ho molta molta simpatia per le Maddalene. Sono montagne relativamente facili (per quanto, secondo me, in montagna non esista nulla di facile, ma bisogna sempre prestare molta attenzione), ma che ti regalano panorami magnifici. Questa era la prima volta che le facevo con la neve e, ammetto, che fatte con la neve sono ancora più belle! Volendo si può salire dalla località Banchje nel paese di Terzolaz in Val di Sole. Si procede verso il Malghet Aut e poi verso i Pozzoni (bellissima vista sulla Val di Sole ed il Cimon di Bolentina). Da qui, tenendosi sulla sinistra dalla parte della Val di Rabbi, si arriva alla Vesa. Da questa parte il sentiero è molto ripido ed il dislivello è di 1566 mt.

P.s. causa neve, d’inverno la strada di Ingenga da un certo punto non è più praticabile con l’auto, ma d’estate, invece, si può parcheggiare (arrivando presto perchè i posti sono pochi) dopo i Masi di Zora, evitando così un bel pezzo di strada a piedi.

Lascia un commento