Un’estate da dimenticare

Ieri mattina mi trovavo a leggere l’ultimo numero della rivista Montagne360 del Club Alpino Italiano. Mi è piaciuto molto un articolo intitolato ‘Se la Montagna parlasse’, dove l’autore immagina un’intervista alla Montagna.

Cito: “…Poi sulle mie terre c’è stato un progressivo spopolamento dell’uomo. Da quel momento ho sentito sempre ripetere la stessa parola: Covid… ….Dal quel momento in poi ho visto più animali e meno uomini. Non accadeva da tantissimo tempo. Pensavo che forse, nel nostro rapporto, qualcosa stava cambiando davvero. Poi è arrivata l’estate e ho dovuto ricredermi. All’improvviso c’erano più umani di prima. Tutti insieme, tutti nello stesso momento. Umani che si sono riversati nelle mie vallate e sui miei rilievi in modo assai irrispettoso. Hanno lasciato vistose tracce del loro passaggio e della loro permanenza. Ma tu lo sai quanto tempo ci mette una bottiglia di plastica a decomporsi?…”.

Gran bella domanda…immaginavo tanto, ma non sapevo con precisione. Ci mette 400/450 anni…un’infinità! E sapete quante ne ho viste quest’estate sulle nostre amate montagne? Centinaia. Insieme a sacchetti della spesa, forchette, mascherine, mozziconi di sigarette.

Io non sono una fissata con differenziata, ambiente, ecc., però, senza che diventi un’ossessione, ci sto attenta. E se prima di buttare una cartina per terra in città ci penso migliaia di volte, non vi dico in Montagna. Nutro un profondo rispetto per ‘Lei’, anche perchè sono convinta che se tu rispetti Lei, Lei rispetterà te.

Quindi, inutile che vi dica, l’amarezza e l’avvilimento che ho provato durante l’estate 2020. A causa di questo maledetto Covid, flotte di persone che mai ci erano state in vita hanno invaso le nostre amate montagne. E, a causa della loro ignoranza, ne hanno fatte di ogni…

Ok, io non amo la ressa, soprattutto in Montagna. Scelgo sempre escursioni in luoghi poco battuti, proprio per evitare di incontrare persone. Questo è il mio modo di vivere la Montagna. Sono consapevole, però, che in certi periodi dell’anno, giustamente, essa venga goduta anche da tanti altri amanti ed appassionati. Ma sta proprio in questo la differenza: che gli amanti ed appassionati la rispettano. Ovvio che in agosto si trovi un pò di sporcizia in giro, è fisiologico. Su tanta gente, qualcuno che spicca in senso negativo c’è sempre. Il guaio però dell’estate scorsa è che una percentuale altissima ha spiccato in senso negativo. Questo perchè, pur di ‘andare’, si sono trovati in una realtà nuova per loro, ma soprattutto che non amavano. E le conseguenze sono state: immondizia ovunque, funghi e fiori strappati e gettati, sentieri devastati, urla a non finire, nemmeno un cenno di saluto. Una maleducazione pazzesca.

Per tutto il tempo dell’alta stagione, sono partita per le mie escursioni prima che sorgesse il sole e tornata quando già si stava facendo buio. Ho evitato, per quanto possibile, percorsi in cui erano presenti rifugi, e sono scappata sulle alte montagne, dove incontrare qualcuno era assai difficile, ma quando succedeva ero sicura fossero persone innamorate di quell’ambiente come me. Persone che, e questo è il bello della Montagna, non avevi mai incontrato, ma che sembrava conoscessi da sempre, perchè accumunate dalla stessa passione. Persone con cui scambiarsi sorrisi e battute quasi sottovoce, per non disturbare quella meravigliosa atmosfera di pace e serenità che solo la Montagna sa regalarti.

Ecco perchè il mio augurio, prima di tutto per la Montagna e, poi, per tutti noi amanti, è che il 2021 riporti ognuno ‘al suo posto’. Spero l’estate prossima di poterla rivedere pulita, silenziosa, incantata e che torni al suo massimo splendore, grazie soprattutto a persone che la rispettano veramente.

Buon 2021 e buone escursioni a tutti!

Val Meledrio

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